VISTO PER VOI – UN TRAM CHE SI CHIAMA DESIDERIO

Al Teatro Quirino, va in scena ” Un tram che si chiama desiderio” regia di Pierluigi Pizzi.

 

Blanche DuBois è un’ex professoressa che lascia un piccola cittadina del Mississippi per andare a vivere dalla sorella, Stella Kowalski. La casa di quest’ultima si trova a New Orleans e la donna convive col marito Stanley. La presenza dell’ ospite comincia a causare una serie di problemi nella loro relazione di coppia e non solo…

 

Un breve riassunto per raccontare un’intensa scrittura. Capolavoro di Williams un testo amato, odiato, comunque conosciuto in tutto il mondo, una pietra miliare del teatro e del cinema che ancora oggi si continua a leggere e a vedere rappresentato con interesse ed emozione: una storia che alzava il velo sulla macchina oppressiva della famiglia, dell’anima ipocrita dei pregiudizi, la feroce stupidità delle paure morali.

Il sipario si apre su un’ambientazione grigia, smorta, le luci soffuse, l’odore dell’alcool e delle sigarette spente sembra attraversare la quarta parete. Fa il suo ingresso Blanche che con le sue paure, le sue ansie, le sue manie trascina lo spettatore nella storia e si da inizio al viaggio. Un viaggio nelle cose non dette, che esplora le varie solitudini e le debolezze dell’essere umano.

Una messa in scena della durata di due ore e mezza, ma il tempo non conta, i meravigliosi protagonisti rendono il tempo solo un dettaglio. Ci sono ruoli, che riscoprono le parti intime degli attori, che spesso  non sono messe in risalto in una fiction, in una soap, in un film quanto a teatro: Daniele Pecci è il simbolo di quanto asserito precedentemente, si presenta al pubblico con il ruolo di  Stanley Kowalski, “uomo” poco delicato e rude.

Nello studio del personaggio ha curato il suo corpo, a partire dal taglio dei capelli, la postura, la sua camminata basculante, la “pigrizia del gesto”, lo sguardo intenso. Ha reso il suo personaggio reale, vivo e coadiuvato da Angela Ciaburri ,Stella Kowalski,  è credibilissimo suscitando nel pubblico emozioni contrastanti.

Ma Standing Ovation, per una meravigliosa Blanche Du Bois, Mariangela D’abbraccio.

Dal suo primo ingresso in scena, ogni suo gesto, ogni sua movenza, ogni suo respiro, ogni sua espressione, ogni sua parola attira l’attenzione del pubblico che rimane lì … su di lei. Ci si emoziona al racconto della morte di suo marito, troppo giovane, e omosessuale.

Si percepiscono i suoi sensi di colpa, la sua solitudine..il pizzico di follia. Ci si commuove quando nonostante tutto…”ho sempre creduto nella gentilezza” .

Una messa in scena teatrale da godere tutto di un fiato…

 

Teatro Quirino

UN TRAM CHE SI CHIAMA DESIDERIO
di Tennessee Williams
traduzione di Masolino D’Amico adattamento PIER LUIGI PIZZI
musiche Matteo D’Amico
artigiano della luce Luigi Ascione
regia e scene PIER LUIGI PIZZI

 

Raffaela Anastasio

The Sun’s Smile

 

 

 

 

 

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VISTO PER VOI – NEANCHE IL TEMPO DI PIACERSI

In scena al Teatro della Cometa dal 19 al 1° Marzo Marco Falaguasta con ” Neanche il tempo di piacersi” regia di Tiziana Foschi.

Un tuffo nei ricordi del ragazzo vissuto negli spensierati anni ’80, figlio diventato genitore. Un confronto tra passato e presente, tra un mondo fatto di cabine telefoniche, gettoni, giornaletti e autoradio con autoreverse e il mondo fatto di smartphone, app, chat ed emoticon.
“È complicato ammettere che le nostre abitudini, soprattutto di pensiero, stanno diventando vecchie. È complicato accettare che dobbiamo essere noi ad avanzare verso loro e non pretendere che siano loro a tornare indietro verso noi. Quando ci dicono che questi erano gli stessi discorsi che facevano i nostri padri e prima ancora i nostri nonni, non ci stiamo. Non è possibile che anche noi siamo rimasti vittima dello stesso meccanismo. Noi, i ragazzi degli anni ‘80, con quel sorriso sempre stampato sul viso, vestiti in quella maniera così colorata, con i capelli cotonati, le spalline alle giacche il giubbotto di pelle alla Fonzie, noi non ci saremmo dovuti cadere! Noi, no. E invece eccoci qui a commentare e a lamentarci di una burocrazia sempre più arrogante e antagonista e di una società che consuma tutto talmente tanto velocemente che quello che avevamo comprato ieri è già vecchio, da buttare e da sostituire. Insomma, a fare pensieri da cinquantenni, ma com’è possibile, che proprio noi …siamo diventati cinquantenni. Eppure, se ci fermiamo un attimo e facciamo i conti, tutto torna. Allora tanto vale ridere di noi, cosi,̀forse, si rimane un po’ più giovani”

 


Alla soglia dei 50 anni Marco Falaguasta continua a mettersi in gioco sulle tavole di legno del Teatro della Cometa, che in barba al coronavirus, fa quasi il “Tutto esaurito”.
Il sipario si apre su una scenografia semplice fatta di teli sui quali saranno poi trasmesse, durante tutto lo spettacolo immagini…
Lui, jeans, maglietta e sneakers bianche, in tasca cellulare ed amuchina…
Lo spettacolo è fluido, ben sostenuto anche da interazioni con il pubblico che divertito partecipa. Un tuffo in un’epoca che un po’ ci manca….Novanta minuti di ricordi, risate, e riflessioni.
Una messa in scena teatrale da non perdere.

 

Al Teatro Della Cometa
in scena
Neanche il tempo di piacersi

 

Raffaela Anastasio

The Sun’s Smile

 

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VISTO PER VOI – COME TRE ARINGHE

Al Teatro Trastevere sarà in scena dal 18 al 26 febbraio ” Come tre aringhe” regia di Leonardo Buttaroni.

La notte porta consiglio. E porta confronto. Tre metronotte dalle storie e le personalità diverse condividono le lunghe e lente ore del proprio turno presso un delfinarium, si confessano e fanno i conti con se stessi. Tre storie diverse e un’unica morale: rimandare può essere fatale. Mentre adempiono al proprio dovere – sorvegliare che tutto funzioni nella vasca di un misterioso e mitologico delfino albino, che è la metafora di una eccezionalità che i tre possono solo lontanamente sognare – i metronotte si raccontano e intrecciano i loro vissuti, Nico, quarantenne, si ritrova con una figlia di 17 anni, incinta. Giorgio è portatore sano di una felicità costruita e quindi fastidiosa. Mariano è il capo, un ex agente entrato in polizia per far giustizia sui cattivi e rimasto fregato dai buoni. Una storia di antieroi, che inizialmente millantano scenari altissimi ma via via lasciano cadere le difensive e arrivano ad ammettere che le loro vite sono come quelle di tre aringhe.

 

Nel cuore di Roma, il Teatro Trastevere accoglie tre attori competenti che si cimentano nel ruolo di Metronotte, raccontando tre vite completamente diverse, fatte di sentimenti, errori e finta felicità. Il tempo scorre piacevolmente, tra uno scherzo e l’altro, tra un racconto ed un momento di riflessione, tra un sorriso ed una risata. Christian Galizia, Olimpio Pingitore, Gianlorenzo Tennenini, calcano le tavole di legno in maniera egregia, grazie anche ad una brillante regia di Leonardo Buttaroni.

 

The Sun’s Smile è sempre stata promotrice dell’arte del Teatro, quello fatto con passione con impegno con amore, e “Come tre aringhe” è un esempio di quel teatro che non ha bisogno di palcoscenici famosi, grandi scenografie, e quanto altro si possa immaginare… ma sono stati sufficienti tre bravi attori, le loro voci, il loro corpo, la loro passione per dare vita ad uno spettacolo piacevole e divertente. Gli applausi del pubblico in sala sono la prova inconfutabile del successo.

COME TRE ARINGHE

DAL 18 AL 26 FEBBRAIO

TEATRO TRASTEVERE ROMA

Via Jacopa de’ Settesoli, 3
00153 Roma

 

Raffaela Anastasio

The Sun’s Smile

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VISTO PER VOI – LIOLA’

Dal 4 al 16 Febbraio al Teatro Quirino di Roma è in scena Liolà, di Luigi Pirandello, regia di Francesco Bellomo.

Liolà è una commedia scritta in lingua siciliana nel 1916 durante la prima guerra mondiale,
fu messa in scena per la prima volta il 4 novembre 1916 al Teatro Argentina di Roma con la Compagnia di Angelo Musco. Poiché era scritta totalmente in lingua siciliana, all’inizio pubblico e critica avevano molte difficoltà nel comprendere i dialoghi. Questo inconveniente convinse l’autore ad inserire nel testo nel 1927 una traduzione in italiano della commedia, definita “La commedia campestre in tre atti”.

 La commedia narra di un dongiovanni campagnolo, che con il suo comportamento mette allegramente a soqquadro il microcosmo in cui vive. Tuzza, incinta di Liolà, suggerisce allo zio Simone di attribuirsi la paternità del figlio che ha in grembo, mettendo così a tacere le male lingue. In questo modo Tuzza pensa di assicurarsi l’avvenire e di vendicarsi non solo di Liolà ma anche di Mita che ha sposato il vecchio benestante, creandosi una posizione alla quale lei stessa aspirava. Il piano è ben congegnato, la povera Mita è malmenata e cacciata di casa dal marito. Ma interviene Liolà che la salva, mettendola incinta, facendo in modo che il vecchio zio Simone se la riprenda in casa, preferendo questa paternità a quella illegale procuratagli dalla Tuzza. Senza rendersene conto un senso di giustizia lo spinge a ristabilire la situazione a favore di chi era stata danneggiata ingiustamente, e contro chi ha usato la malizia e la frode. 

Si apre il sipario ed in scena giovani donne che intonano un vecchio canto lavorando l’origano. La scenografia riporta ad un borgo marinaro e in un attimo si è in Sicilia. Colori, costumi, sembra quasi di sentire il profumo di quell’origano, ed il dialetto delle donne piu’ anziane cosi’ accentuato ne è la conferma.

Ritmi intensi, serrati, sorrisi e pensieri di un cast di professionisti che lascia il pubblico sbalordito. Un giovane Liolà che si nutre di sentimenti, di amore e di pensieri gentili lontano dal doversi affrancare dalla povertà.

Liolà (Giulio Corso) intenso, presente, un gigante su quelle tavole di legno…,padrone del suo corpo, ritmi giusti e non dovrà temere il confronto con chi lo ha preceduto in questo ruolo. In un’intervista dice: 

Liolà sarà un ragazzo che si assume il rischio di essere una mosca bianca in un posto in cui il mondo è ancora quello dell’Ottocento. Si fa precursore di un’altra epoca. È fuori dal suo tempo e forse anche di epoche successive alla sua. Piace immaginare che Liolà sia evocato all’inizio e sparisca alla fine, esattamente come fa il vento”.

Cosi’ lo abbiamo visto leggero e fresco come la brezza proveniente dai mari siciliani.

Una nota è doverosa per l’interpretazione di ” Zia Croce” di Anna Malvica,  artista completa pilastro del teatro nostrano, energia, forza e tutta la sua esperienza concentrati nella caratterizzazione del personaggio pirandelliano.

Uno spettacolo vivace,  fluido, il regista Marco Bellomo prima del ” Chi è di scena”.. lo ha definito uno “Spettacolo Pop”, e noi del The Sun’s Smile concordiamo.

LIOLA’

DAL 4 AL 16 FEBBRAIO

AL TEATRO QUIRINO

www.teatroquirino.it

INFO
botteghino 06.6794585
mail
biglietteria@teatroquirino.it

 

Raffaela Anastasio

The Sun’s Smile

 

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VISTO PER VOI – DON CHISCI@TTE

In scena al Teatro Golden di Roma dal 26 novembre al 15 Dicembre Don Chisci@tte  di Nunzio Caponio regia di Davide Iodice con Alessandro Benvenuti e Stefano Fresi.

Testo liberamente ispirato a Don Chisciotte della Mancia di Miguel de Cervantes.

 

Lo spettatore entra in sala e si accorge che non vi è sipario, non vi è un vero e proprio palco, non ci sono barriere tra lui e la scena.

Scenografia essenziale, un letto sul quale vi è un uomo che riposa, sulla parete due armature, forse, fatte con cuscini e altro materiale da riciclo, una pianola, una cassetta della frutta come sgabello, un tavolo con degli attrezzi, delle  luci neon intermittenti ed una telecamera.

Il Don Chisciotte moderno ( Alessandro Benvenuti) sembra essere molto social, non esce mai da quella stanza ma comunica con il mondo tramite il suo Canale Youtube, ed è in compagnia del suo scudiero, (Stefano Fresi) che si rivelerà poi, di piu’ di un semplice scudiero.

Un pretesto, la mancanza della mortadella come farcitura in un panino, permette ai due personaggi di interrogarsi sui meccanismi del mondo, i Social che distruggono le vere emozioni e le nascondono dietro artefatte immagini, sui governi che tendono a volere “Zombie” al contrario, ossia vivi fuori e morti dentro.

” La realtà è ben diversa da quella che ci fanno percepire”

I mulini a vento, che il moderno Don Chisciotte combatte, sono costituiti dalle svariate contraddizioni del nostro tempo, quelle che ci “spengono i neuroni”, e che solo l’Amore è capace di riattivare.Tra dialoghi surreali, a tratti piacevolmente folli  e passionali, lo spettacolo trasmette molte lezioni di vita.Un testo impegnativo, una storia di una profondità incredibile e dalle infinite chiavi di lettura, che spiazzerà, chi come me, era arrivato in sala pensando ad un semplice spettacolo comico.

Una rappresentazione di questo tipo può essere sorretta soltanto da chi ha scelto di fare il mestiere dell’Attore, con passione , dedizione e lealtà, proprio come Alessandro Benvenuti e Stefano Fresi, che hanno messo il cuore nelle mani dello spettatore, che ha apprezzato la loro generosità in scena.

 

 

Teatro Golden 

via Taranto 36,

0670493826

info@teatrogolden.it

dal 26 novembre al 15 Dicembre Don Chisci@tte 

 

 

 

The Sun’s Smile

Raffaela Anastasio

 

 

 

 

 

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Visto per Voi – Mary Poppins – Il Musical

La magica storia della tata più celebre del mondo arriva finalmente nella capitale, al Teatro Sistina dopo sette mesi di programmazione, 200 repliche e 200.000 spettatori, nella sola città di Milano. 

“Mary Poppins” racconta la storia della famiglia Banks che vive in una casetta a Londra in Cherry Tree Lane. Il signore e la signora Banks attraversano un momento difficile perché i figli, Jane e Michael, sono incontrollabili e hanno bisogno di una nuova tata. Jane e Michael hanno le idee chiare su quella che dovrebbe diventare la loro bambinaia ideale, mentre i genitori e, in particolare, il signor Banks esigono una persona molto rigorosa e severa. Quando una giovane donna misteriosa di nome Mary Poppins appare alla porta di casa, la famiglia scopre rapidamente che è la risposta a tutte le loro preghiere, anche se nel modo più originale. Mary Poppins accompagna i bambini in tante avventure magiche e indimenticabili, ma Jane e Michael non sono gli unici a trarre beneficio dalla sua presenza. Anche gli adulti possono imparare una lezione o due dalla tata che ti ricorda che …
TUTTO PUO’ ACCADERE SE CI CREDI!

Cresciuta sulle note di “Un poco di zucchero”,“Supercalifragilistichespiralidoso”, avevo il timore di assistere a qualche arrangiata imitazione del film (come purtroppo spesso succede).

La mascherina mi indica il posto dove accomodarmi e fisso il palco in attesa che calino le luci.

Chi è di scena!

Il sipario si apre e scopre il mondo magico di Mary Poppins.

Tutto è perfetto, il cast composto da 32 attori, le scenografie, un’orchestra dal vivo composta da 13 elementi, coreografie mai banali e strepitose, spettacolari cambi di scena, costumi sontuosi, ed incredibili effetti speciali.

In un attimo si ritorna bambini, e ci si immerge nel fantastico mondo di Mery Poppins. Si passeggia in un quadro, si balla sui tetti con gli spazza camini, gli aquiloni prendono il volo…

Tutto meravigliosamente perfetto. L’entusiasmo del pubblico, ed il mio, è stato percepibile da subito.

Gli applausi, ed il coinvolgimento del pubblico nell’accompagnare la protagonista durante l’interpretazione delle canzoni, sono stata la prova evidente di un fantastico, ed eccellente lavoro di questa meravigliosa produzione.

Giulia Fabbri raccoglie una non facile eredità (Julie Andrews e diventa Mary Poppins), Alessandro Aprise è George Banks, Davide Sammartano è Bert con due camei di lusso nel musical, Donatella Pandimiglio nel ruolo della vecchietta dei piccioni, Simona Patitucci che interpreta Mrs. Corry , un personaggio che “esiste” nei libri, ma non nei film ed è un personaggio coloratissimo, che non si dimentica..

” Poi ti spiegi”.

Un musical da non perdere, adatto a grandi e piccini, The Sun’s Smile lo consiglia appassionatamente, era da tanto tempo che non uscivo da Teatro con la voglia di ritornare il piu’ presto possibile per rivedere lo stesso spettacolo, ed è meravigliosa la gioia che si ha, tornando a casa.

In scena dal 24 ottobre al 6 gennaio 2020, dal giovedì al sabato ore 20,30, sabato e domenica ore 16.

info su www.ilsistina.it.

The Sun’s Smile

Raffaela Anastasio

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VISTO PER VOI – ALADIN, IL MUSICA GENIALE

Il Teatro Brancaccio, reduce dai successi di “Rapunzel il Musical”, “Peter Pan il musical” e “La Regina di Ghiaccio il musical” accoglie nel nuovo cartellone 2019/2020  il  nuovo family show, “Aladin, il musical geniale”.http://www.thesunsmile.com/2019/09/01/cartellone-2019-2020-teatro-brancaccio/

Maurizio Colombi, si ispira al famoso lungometraggio Disney,  e con mente coraggiosa elabora delle variazioni. Il musical mantiene ovviamente l’ambientazione mediorientale e i personaggi principali, da Aladino (Leonardo Cecchi) a Jasmine (Emanuela Rei) passando per il sultano (Daniele Derogatis) e per Jafar (Maurizio Semeraro), ma per il resto ne rielabora completamente e creativamente il testo e perfino la trama.
Colombi ci regala  ben due geni (quello della lampada, Umberto Noto, e quello dell’anello, Sergio Friscia), un basso e buffo assistente del cattivo (Jonathan Guerrero alias Skifus) e un equivoco amoroso che coinvolge anche l’amico di Aladin, Abdul (Renato Crudo) e la damigella di corte Aisha (Gloria Miele). Le altre scene simbolo di questa vicenda ci sono tutte: dalle traversate del deserto per raggiungere la grotta della lampada agli intermezzi tra le baracche del mercato e il palazzo del sultano, fino al commovente volo sul tappeto dei due innamorati.

La prima romana è stata un successo, il parterre ricco di personaggi del mondo dello spettacolo ed i loro bambini.

L’atmosfera magica ed orientale, è resa bene dai costumi coloratissimi, dalla musica, (anche se il medley del secondo atto non ci ha tanto convinti), forse si poteva osare un po’ di piu’ con la scenografia talvolta scarna, di tutto rispetto i molteplici effetti speciali.

Un cast  composto da due protagonisti molto giovani,  Emanuela Rei (vista nella serie Maggie & Bianca Fashion Friends) e da Leonardo Cecchi ( Alex &Co) supportati da veterani delle tavole di legno, come Maurizio Semeraro, Umberto Noto ed il fantastico Sergio Friscia, che come sempre è una garanzia.

Uno spettacolo che coinvolge tutta la famiglia e si ritorna a casa con un po’ di magia nel cuore.

Aladin il musical geniale

dal 2 ottobre all’ 8 Dicembre in scena al Teatro Brancaccio

Indirizzo
Via Merulana, 244 – 00185 Roma
Mail
botteghino@teatrobrancaccio.it
Telefono
06 80687231
Orari
martedì – venerdì h. 10.00/13.00 – 14.00/19.00
sabato h. 14.00 – 19.00 / domenica h. 14.00 – 19.00
lunedì chiuso
CENTRALINO OPERATIVO PER INFO E PRENOTAZIONI
lunedì – venerdì h. 10.00/13.00 – 14.00/19.00
sabato h. 14.00 – 19.00 / domenica h. 14.00 – 19.00

 

The Sun’s Smile

Raffaela Anastasio

 

 

 

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NON SI UCCIDONO COSI’ ANCHE I CAVALLI? – SALA UMBERTO

Dal 25 settembre al 14 ottobre al Teatro Sala Umberto è in scena ” Non si uccidono cosi’ anche i cavalli? regia di Giancarlo Fares.

Non si uccidono così anche i cavalli? è un romanzo di Horace McCoy del 1935 da cui nel 1969 fu tratto l’omonimo film diretto da Sidney Pollack.

La storia, che si svolge nella California dei primi anni trenta, in piena Grande depressione, racconta dell’abbattimento fisico e morale di quegli anni, che portava coppie di disperati disoccupati a partecipare al crudele spettacolo delle maratone di ballo, durante le quali si ballava senza sosta per giorni per accaparrarsi il premio in denaro ed approfittare della possibilità di avere vitto e alloggio.

Il regista dello spettacolo è Giancarlo Fares, che ne ha curato anche l’adattamento, raccontando la storia, i temi, in chiave moderna: la spettacolarizzazione della vita, della sofferenza a favore dell’apparire, dello show, del business.

Alla maratona di ballo, alla maratona per la vita, partecipano centocinquanta coppie: ballano incessantemente per giorni, riposano solo ogni tanto e per soli dieci minuti, mangiano e bevono in piedi mentre continuano a ballare, in gioco poi ne restano solo 7 . I concorrenti partecipano con la speranza di farsi notare dai registi e produttori e dai tanto desiderati sponsor in sala, ed essere da loro scelti e portati al successo.

Tra di loro c’è Gloria una giovane donna già sfiancata dalla vita, che in  questa competizione vede la possibilità di quel riscatto tanto desiderato. A condurre la maratona è il falso e cinico Joe (Giuseppe Zeno) al quale interessa solo fare spettacolo e rendere l’evento appetibile per gli sponsor.

“Se vuoi restare al vertice devi alzare la posta in gioco, il brivido ,la paura”.

Dopo lo splendido spettacolo diretto da Giancarlo Fares ” Le Bal”, in cui la musica e la danza predominano la scena, ecco un nuovo spettacolo che si preannuncia un grande successo.

Non si uccidono così anche i cavalli? è uno spettacolo intenso, il racconto sulla scena di ciò che accade nella moderna società, che basa tutto sull’apparenza e sull’esserci a tutti i costi.

Le tematiche protagoniste: la spasmodica brama di successo, il desiderio di apparire, di essere presente e di essere riconosciuto dagli altri.
I concorrenti sono solo burattini nelle mani di Joe, della produzione e degli sponsor che puntano su di loro per farsi pubblicità., non sono altro che dei mezzi per fare spettacolo… per il quale si puo’ correre qualche rischio…e allora si mettono in gioco ad oltranza, sfidano i propri limiti fisici…mettendo anche a rischio la propria vita.

Ogni coppia ha la propria storia , le proprie emozioni,  i propri pensieri, che durante lo spettacolo vengono fuori… la disperazione, le paure, e le illusioni… La maratona della vita si farà dura, la competizione talvolta scorretta…

” Non eravamo  piu’ uomini ne donne, semplicemente non eravamo”.

Uno spettacolo ricco, intenso. 

Un cast di attori, che danno tutto quello che hanno sulle tavole di legno. In ogni goccia di sudore caduta sul palco, c’ è  una goccia della loro energia regalata con generosità al pubblico in sala. Il loro respiri a tempo di musica accompagnano il pubblico nella storia, nella loro sofferenza, accompagnano il pubblico in un viaggio da cui non si esce con la fine dello spettacolo, poiché ci si immergerà in un vortice di pensieri e riflessioni. 

“…è la natura umana e lo spettacolo come in uno specchio la rappresenta”.

Un cast che ogni pubblico appassionato vorrebbe vedere in uno spettacolo. Ragazzi che non mollano mai, non escono mai dai loro personaggi, e la loro espressività dà vita e peso alle emozioni della “Maratona della vita”.
 

Fondamentale e bellissima la musica in questo spettacolo eseguita dal vivo dai cinque bravissimi elementi della band Piji Electroswing Project. Musica e canzoni in stile swing, elettro-swing e jazz manouche composte appositamente per lo spettacolo da Piji, che, insieme alle coreografie di Manuel Micheli intensificano le emozioni.

Buona l’interpretazione di Sara Valerio ( Gloria) che racconta il punto di vista delle coppie partecipanti.

Uno spettacolo che merita di essere visto e vissuto.

NON SI UCCIDONO COSIì ANCHE I CAVALLI? 

Al Teatro Sala Umberto fino al 14 ottobre.

Regia di Giancarlo Fares con 

Giuseppe Zeno

Sara Valerio

Donato Altomare, Brian Boccuni, Cipriani Alberta, Giancarlo Commare, Vittoria Galli, Alessandro Greco, Salvatore Langella, Elisa Lombardi, Maria Lomurno, Matteo Milani, Pierfrancesco Scannavino, Lucina Scarpolini, Viviana Simone.

Raffaela Anastasio

The Sun’s Smile 

 

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Visto per Voi – Sarto per Signora

Dal 9 al 27 maggio in scena al teatro della Cometa ” Sarto per Signora”.

 

La commedia brillante scritta da Georges Feydeau nel 1886 e’ attualmente in scena al Teatro della Cometa rivisitata dal genio creativo del regista Marco Zadra.

I tre atti, con velocissimi cambi di scenografia, scorrono amabilmente tra ironia, scambi di identita’, equivoci, bugie e tentativi di tradimento, il tutto sapientemente dosato con ritmo serrato, umorismo ed esilaranti gags che lo rendono uno spettacolo frizzante nel prefetto stile Zadra.

Divertente ed adatto ad un pubblico di tutte le età. Le bellissime scenografie ed I meravigliosi costumi fanno da cornice a questo imperdibile spettacolo che chiude una stagione teatrale ricca di successi con quasi tutte le sarete sold-out per il regista molto amato ed apprezzato dal pubblico romano.


Nel cast oltre a Marco Zadra tra gli altri recitano magistralmente Francesca Milani, Francesca Baragli, Daniele Trombetti, Raffaela Anastasio e Alessandro Frittella, Christian Galizia, ben noti al pubblico.
Sarto per Signora e’ uno spettacolo delicato, garbato e raffinato , sicuramente da non perdere.

 

F. F.

per

The Sun’s Smile

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Visto per Voi – Incognito

Al Teatro della Cometa ” Incognito” di Nick Payne dal 4 al 22 Aprile.

 A Napoli si dice che il cervello ” è una sfoglia di cipolla”, che nasconde innumerevoli strati. Un organo molto complesso.

Complesso proprio come lo spettacolo in scena al Teatro della Cometa.

Scritto da Nick Payne e curato e tradotto dal regista Andrea Trovato, con il sostegno dell’attore Giulio Forges Davanzati della Compagnia Carmentalia.

In scena 4 attori, coinvolti in più ruoli, con al centro della storia proprio il cervello, oggetto di studio di Thomas Stoltz Harvey, che nel 1955 eseguì l’autopsia su Albert Einstein, morto a 76 anni per le conseguenze di un aneurisma dell’aorta addominale.

All’insaputa di familiari ed eredi, il patologo statunitense rubò il cervello del geniale fisico, premio Nobel nel 1921, sezionandolo in duecentoquaranta parti con l’ingenua speranza di scoprire la mente umana.

Henry Molaison è invece protagonista dell’altro caso, egli, essendo affetto da gravi disturbi mnestici, è stato oggetto di studio nel 1953 per curare le sue crisi epilettiche. Dopo la rimozione di una parte del cervello subì la perdita cronica della memoria a lungo termine; fu “condannato” dunque a vivere un eterno presente, rimanendo cosciente soltanto del suo amore straordinario per la moglie, che lo accompagnò fino alla sua morte avvenuta nel 2008. “Conosciuto in ambiti scientifici come il paziente HM, è stato l’essere umano più studiato dalla neuroscienza”.

La terza storia, invece, ambientata ai giorni nostri, è di pura fantasia e riguarda Martha, una neuropsicologa con una tormentata storia affettiva, che analizza le amnesie dei suoi pazienti. 

 

Il sipario si alza su di una scenografia scarna, buia, composta di 4 sedie e qualche pedana. Inizia il racconto.

I 4 attori iniziano a raccontare la prima storia in cui si vuol studiare il cervello di Einstein….filo conduttore dello spettacolo, che vedrà in scena circa 21 personaggi, in storie apparentemente scollegate, che andranno ad intersecarsi piano piano, avanti e indietro nel tempo, in uno spazio circoscritto.

Di tanto intanto sullo sfondo scuro viene proiettato un fascio di luce che ricorda proprio il cervello ed illumina la scena…

Lo spettacolo si evolve in un atto unico, e lo spettatore deve mantenere alta la concentrazione per trovare il filo della matassa che conduce all’epilogo.

Uno spettacolo in cui i sentimenti e la ragione sono rappresentati in maniera differente.

Nel finale si concentra tutto il pathos ed è la conclusione piu’ corretta per chi recepisce l’amore come cio’ che piu’ di tutto e tutti unisce gli uomini. 

Una buona prova per gli attori che passano abilmente da un carattere all’altro, con ritmi serrati. A prova della fatica, le lacrime di una delle attrice alla fine dello spettacolo, emozionanti e liberatorie.

“Incongnito”

al Teatro della Cometa dal 4 al 22 Aprile

Raffaela Anastasio

The Sun’s Smile