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Pasta, patate e provola – Giuseppe Ruotolo – Chef

Oggi il nostro Chef Giuseppe Ruotolo ci aiuta a preparare la pasta e patate con provola, uno tra i principali piatti della tradizione culinaria partenopea.

Questa pietanza dalle origini umili e povere si è diffusa nel Regno di Napoli nel XVII secolo. In questo periodo le patate ed i pomodori, essendo prodotti poco costosi, erano gli ingredienti prediletti dalle massaie che li utilizzavano nelle loro ricette semplici e nutrienti: tra queste c’era la pasta e patate. Questa pietanza, infatti, nascendo dall’unione di due carboidrati era ottima sia per suo il potere saziante che per la sua bontà. Anticamente, in questo piatto veniva usata la scorza di parmigiano per recuperare gli avanzi di alcuni alimenti. Oggi le varianti della pasta e patate sono molte ma la versione tradizionale vuole che sia preparata con la pasta mista (un tempo si mettevano insieme gli avanzi dei diversi formati di pasta disponibili in casa) e non deve essere assolutamente brodosa: deve essere “azzeccata” (come dicono i napoletani).

http://www.napolitoday.it/cucina/pasta-e-patate-ricetta-tradizionale.html

Alcune trattorie popolari di Napoli, per attestare l’originalità della ricetta della pietanza, ancora oggi fanno la prova del piatto rovesciato: i camerieri rovesciano il piatto di pasta e patate e se questa non si stacca dal piatto finendo a terra allora è realmente doc! Oggi, la ricetta tradizionale è stata comunque rivisitata: c’è chi la prepara “in bianco” senza pomodori e senza aggiungere di altri ingredienti, c’è chi, invece, aggiunge la provola.

Ora è il momento di gustarla ecco la ricetta dello Chef.

 

Pasta, patate e provola

Ingredienti per 4 persone
320 g di pasta mista corta di Gragnano trafilata a bronzo
800 g Talentine
40 g di EVO
200 g di provola
100 g di pancetta
sei pomodorini del piennolo solo per dare colore
tre foglie di basilico
una costa di sedano
una cipolla bianca
uno spicchio di aglio
parmigiano reggiano q.b.
pepe nero q.b.
sale q.b.

Soffriggere in una pentola piuttosto profonda ed in olio EVO la cipolla tagliata finemente con il sedano e l’aglio tritato. Far imbiondire avendo cura di non bruciare la cipolla, aggiungere le patate precedentemente tagliate a tocchetti, non troppo grandi ma neanche troppo piccoli perché non perdano di consistenza.
Aggiungere la pancetta tagliata a sua volta a tocchetti. Far cuocere per qualche minuto facendo attenzione che non si attacchi nulla al fondo della pentola. A metà cottura delle patate aggiungere i pomodorini tagliati a pezzi che serviranno solo per dare un po’ di colore al piatto, sale, pepe e continuare la cottura mescolando.
Aggiungere le foglie di basilico spezzettate. Quando le patate saranno cotte aggiungere l’acqua per la cottura della pasta. Sarà opportuno versarne un piccolo quantitativo, aggiungendone altra se e’ il caso. Portare ad ebollizione ed aggiungere, ove necessario, un altro po’ di sale. Buttare la pasta e portare a cottura sempre mescolando. Spegnere il fuoco quando la pasta e’ ancora al dente, aggiungere la provola tagliata a tocchetti e mescolare fino a che sarà sciolta. Aggiungere il parmigiano e servire irrorando con un filo di EVO.

Buon Appetito!

Raffaela Anastasio

The Sun’s Smile

 

 

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Operazione San Gennaro – La Leggenda

Best Live Srl e Diana Oris Srl
presentano
OPERAZIONE SAN GENNARO. LA LEGGENDA
regia Massimo Ghini

Si cercano attori età compresa tra i 30 e i 50 anni
Napoletani
Siciliani
Abruzzesi
Madre lingua inglese

Richiesta attitudine al canto

Richiesta disponibilità da febbraio ad aprile 2017 e per la Stagione teatrale 2018/19

Per candidarsi è necessario inviare una mail a opesangennaro@gmail.com allegando foto e cv entro il 10 Gennaio 2018

I candidati che saranno ritenuti idonei riceveranno una mail di conferma con tutte le informazioni per presentarsi al provino
I provini si terranno a Napoli il 13 gennaio 2018

www.ials.org

 

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Audizioni – Teatro Stabile di Napoli

Teatro Stabile di Napoli: aperte selezioni per attori e attrici

Tutti gli attori e le attrici interessati possono inviare il proprio
curriculum vitae insieme a due foto (primo piano e figura intera)
all’indirizzo mail curriculum@teatrostabilenapoli.it, entro il 30
novembre 2017.

La Direzione del Teatro esaminerà tutte le domande ricevute e dopo una prima accurata valutazione e selezione procederà ad eventuali provini di cui sarà in seguito fissata data e sede.

 

Raffaela Anastasio

The Sun’s Smile

 

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Audizioni – Rosso Napoletano

L’Autieri porta in scena le Quattro Giornate di Napoli. Il musical sarà presentato in anteprima nazionale al Teatro Augusteo di Napoli venerdì 8 dicembre. Al via le audizioni per artisti e talenti della Campania.  
Da martedì 26 fino a giovedì 28 settembre saranno selezionati artisti e talenti della Campania per “Rosso Napoletano”, il nuovo musical di Serena Autieri. Lo spettacolo è scritto e diretto da Vincenzo Incenzo, con coreografie di Bill Goodson. La direzione musicale è di Enzo Campagnoli; scenografia di Roberto Crea. 
Serena Autieri raccoglie il canto di libertà e l’orgoglio senza tempo di un popolo che, armato solo del suo spirito e della sua geniale creatività, durante le Quattro Giornate di Napoli insorse contro l’oppressione delle forze armate tedesche e restituì alla città la sua luminosa e gioiosa identità.
L’artista vuole offrire una straordinaria opportunità a talenti e artisti della Campania, con un’audizione che riguarda attori, cantanti e ballerini.
Per accedere alle selezioni di “Rosso Napoletano” sarà sufficiente compilare il form sul sito internet www.rossonapoletano.com.
Le audizioni avranno il seguente calendario: Continua a leggere

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Napoli Teatro Festival Italia – 2017

Il NAPOLI TEATRO FESTIVAL ITALIA giunge alla sua decima edizione. Organizzato dalla Fondazione Campania dei Festival, organismo in house della Regione Campania presieduto da Luigi Grispello, è diretto da Ruggero Cappuccio. Inizierà il prossimo 5 giugno e proseguirà fino al 10 luglio proponendo nei 36 giorni di programmazione 155 appuntamenti che si realizzeranno in 40 spazi della regione. 57 saranno gli spettacoli – tra prosa e danza –  43 i concerti, 10 i laboratori sulle Arti Sceniche, distribuiti in undici sezioni.

Dagli spettacoli Internazionali a quelli Italiani, attraversando Danza, Musica, Cinema, Letteratura, Formazione, Mostre, ed ancora la sezione SportOpera che racconta della passione dei grandi scrittori per il tema dell’agòne, i Progetti Speciali, fino alla sezione Osservatorio che darà spazio a compagnie di grande valore sostenendole nel processo produttivo.

Il Festival inizia in Piazza Plebiscito, lunedì 5 giugno (dalle ore 21.30) con LUCE DEL SUD, il concerto di FRANCO BATTIATO, in scena con la sua Electric Band e con gli archi della Symphony Orchestra, diretti da CARLO GUAITOLI, in una serata che accoglie gli interventi poetici di FABRIZIO GIFUNI, MIMMO BORRELLI, IMMA VILLA e le suggestioni visive delle immagini, inedite, dell’artista ANTONIO BIASIUCCI.

Da qui prende il via una lunghissima edizione che, fino al 10 luglio, accoglierà decine di debutti in prima assoluta a partire da quelli di ANGELICA LIDDELL (con “Genesi 6, 6-7”, terzo capitolo del suo lavoro sull’Infinito il 17 e 18 giugno al Teatro Politeama), di DIMITRIS PAPAIOANNOU (che presenta “The Great Tamer”, il 23 e 24 giugno a Napoli, dopo la prima mondiale del 24 maggio ad Atene, unica tappa italiana e tra le prime di una lunga tournée internazionale che prosegue poi a Barcellona, Madrid, Avignone, Seoul), di JAN FABRE ( con “Belgian Rules”, in anteprima assoluta l’1 e 2 luglio, poi a Vienna, Roma, Siviglia, Amsterdam, Anversa).

Undici sezioni di un Festival costruito sulle nuove creazioni di tantissimi autori, registi, attori, musicisti, da Roberto Andò, a Luca Barbareschi, Stefano Massini, Alessandro Preziosi, Fabrizio Gifuni, Luca Zingaretti, Alfonso Santagata, Antonio Capuano, Enzo Moscato, Cristina Comencini, Lina Prosa, Mimmo Borrelli, Roberto Herlitzka, Andrea Renzi, Enzo Avitabile, Peppe Servillo, i Solis String Quartet, l’Orchestra di Piazza Vittorio, Ambrogio Sparagna, l’Ensemble Berlin, Licia Maglietta, Luciano Saltarelli, Andrea De Rosa , Cristina Donadio, Giuseppe Sollazzo, Pino Carbone, Ascanio Celestini, Ennio Fantastichini, Iaia Forte, Antonella Stefanucci, Laura Curino, Simone Derai, Rosalba Di Girolamo, Gea Martire, Teresa Saponangelo, Fulvio Cauteruccio, Sara Bertelà, Massimo Luconi, Rocco Papaleo, Mario Gelardi, Renato Salvetti, Angela Pagano, Andrej Longo, Marcello Cotugno, Gennaro Cimmino, Marcello Colasurdo, Elena Bucci, solo per fare qualche esempio.

Particolarmente significativo lo spazio destinato alla sezione dedicata alla Formazione, che sintetizza uno dei nodi centrali dell’edizione 2017 del Napoli Teatro Festival Italia ovvero il rapporto tra i Maestri e i giovani talenti, l’incontro tra i linguaggi e le generazioni unite nella necessaria e vitale trasmissione dei saperi. Eimuntas Nekrosius, Peter Brook e Marie-Hélène Estienne, Tomi Janežič, saranno a Napoli per condividere la loro arte con giovani artisti della regione e, allo stesso modo, Bruno Leone, Maurizio Capone, Laura Curino, Elena Bucci, Enzo Marangelo, Andrea Renzi, Spiro Scimone e Francesco Sframeli avvieranno qui i loro laboratori con giovani allievi italiani e stranieri (saranno 190 in tutto) così da favorire “il vitale corto circuito tra saperi provenienti da mondi diversi”.

 

La sezione cinema si svolgerà in collaborazione con il Festivaletteratura di Mantova allineando film mai distribuiti in Italia dedicati alle figure dei grandi scrittori del mondo. La sezione Mostre proporrà “Costumi da Star”, l’esposizione di costumi per il cinema, il teatro e la lirica realizzata da grandi artisti italiani quali Piero Tosi, Maurizio Millenotti, Gabriella Pescucci e Carlo Poggioli, ma anche “Epifanie 02” una mostra-installazione risultato della seconda edizione del “laboratorio irregolare” di Antonio Biasiucci.

Tra i progetti speciali del NTFI 2017 si segnalano le provocazioni di “ATTORI IN VETRINA”, il “GLOB(E) AL SHAKESPEARE” che trasforma in teatro elisabettiano gli spazi del Teatro Bellini di Napoli per accogliere, tra tragedie e commedie, sei titoli di Shakespeare diretti da Andrea De Rosa, Giuseppe Miale Di Mauro, Gabriele Russo, Francesco Saponaro, Serena Sinigaglia, Emanuele Valenti, ed ancora, un “ANFITEATRO URBANO DI PERIFERIA” a San Giovanni a Teduccio per mettere in scena la commedia “Gli onesti della banda” liberamente tratta da testi di Mario Scarpetta ed Age e Scarpelli.

Il teatro Politeama, il teatro Bellini, il teatro di San Carlo, Villa Pignatelli e Palazzo Cellamare, oltre al Palazzo Reale ma anche alla periferia di San Giovanni a Teduccio (dove opera il collettivo del Nest), sono alcuni degli altri spazi prescelti per enucleare l’intero programma della decima edizione del Festival che informerà le altre principali città della Campania con specifiche produzioni tematiche: Salerno sarà associata al tema dell’acqua, Benevento a quello del fuoco, Caserta a quello dell’aria, Avellino a quello della terra.

 Il Napoli Teatro Festival Italia si pone come organismo di crescita culturale e sociale. In tal senso favorirà la partecipazione del pubblico attraverso un’oculata politica di prezzi che propone un biglietto ad 8 euro, un ridotto a 5 per gli under 30 e la gratuità per alcune categorie sociali.

Programma, schede dei singoli spettacoli ed informazioni al sito: www.napoliteatrofestival.it

 

 

The Sun’s Smile

Raffaela Anastasio

Visto per Voi -Volevo una cena romantica…e l’ho pagata io!

Un’ esplosiva Barbara Foria, è in scena al Teatro Sala Umberto, dal 2 al 14 Maggio, diretta da Claudio Insegno, con “Volevo una cena romantica…e l’ho pagata io!”

La bella partenopea, reduce dal grande successo di Colorado  con i suoi esilaranti monologhi e per la parodia di Scianel di Gomorra che ha spopolato sul web, voce femminile di RTL 102,5  è sicuramente un’artista a 360°. In questo esilarante spettacolo Barbara analizza il rapporto uomo‐donna, dal primo giorno di idillio amoroso, all’incontro con l’avvocato divorzista.

La scena si apre in un ristorante completamente vuoto “Lo Scoglione”, dove Barbara attende il suo primo appuntamento al buio, organizzato tramite social network, nello specifico Badoo.

“Badoo ti permette di scegliere tutte le caratteristiche fisiche e non, del tuo uomo ideale, lo puoi comporre come piace a te come la fiat panda”.

Nell’attesa si pone tanti interrogativi su come accogliere questo presunto spasimante che tarda ad arrivare.

L’artista attraverso gag esilaranti racconta come i tempi sono inevitabilmente cambiati. Un tempo si corteggiava l’amata con dei fiori, una scatola di cioccolatini, con tante attenzioni e gesti gentili:

“Ora ci si corteggia con le faccine con gli occhietti a cuore, a 40 anni…purtroppo anche a 50 anni, e lasciarsi è diventata una vera via crucis…cancella da facebook, blocca su WhatsApp”.

Barbara interagisce dal primo momento con il suo pubblico che ride dalla prima alla sua ultima battuta senza tregua. E’ vulcanica, come la sua terra di appartenenza, schietta, sincera, un pizzico irriverente, ma sempre elegante. I suoi tempi comici, le sue espressioni, i suoi sorrisi coinvolgenti, permettono al pubblico di trascorrere poco più di due ore ridendo a crepapelle, lasciando però spunti di riflessioni.

” Attendiamo l’amore…intanto felice di vivere”

Volevo una cena romantica… e l’ho pagata io!

al Teatro Sala Umberto

dal 2 al 14 Maggio

http://salaumberto.com/stagione/stagione-teatrale-2016-2017/679-volevo-una-cena-romantica-lho-pagata-io.html

The Sun’s Smile

Raffaela Anastasio

 

Visto per Voi – Vieni a vivere a Napoli

In “ Vieni a vivere a Napoli” si ritorna alla piacevole forme del cortometraggio, in cui si hanno tre visioni diverse della Napoli contemporanea raccontata dai protagonisti. Tre episodi raccontati dall’occhio di tre giovani registi: Guido Lombardi, Francesco Prisco, Edoardo De Angelis

Il primo episodio, Nino e Yoyo. Nino, un portiere scansafatiche interpretato da Gianfelice Imparato, si prende cura del piccolo Chang (da lui ribattezzato Yoyo) insegnandogli i trucchi del suo mestiere e la sua filosofia di vita. Una maniera inedita di raccontare, un netto capovolgimento di ruoli.

Nel secondo episodio, Luba, si racconta la storia di una badante ucraina (Valentina Lapushova) che ha cura di un moribondo Antonio Casagrande. Luba oppressa dai comportamenti del vecchio, rimpiange la vita che conduceva un tempo, sotto i riflettori alla quale era abituata nel suo paese. La donna licenziata a causa di un errore nel fornire le medicine al vecchio, si ritroverà a vagare per Napoli in una notte piena d’incontri e di pericoli e di nuove scoperte, per poi trovare cio’ di cui aveva nostalgia, le luci della ribalta.

Magnifico Shock è l’ultimo episodio, ci racconta il mondo dei neomelodici napoletani, rappresentato da Miriam (Miriam Candurro), star della canzone partenopea alle prese con la sua carriera tra matrimoni, comunioni e interviste in radio. L’incontro con il giovane garzone del bar Caruso, un ragazzo cingalese, porterà un po’ di dolcezza nella sua vita.

Filo conduttore dei tre episodi, oltre alla presenza del bravissimo Giovanni Esposito, volto amato della commedia italiana, è ovviamente il racconto dell’integrazione di tre differenti popolazioni giunte a Napoli.

Napoli si presta ad essere città dell’accoglienza e della convivenza tra più popoli, viene raccontata con i clichè adatti alla commedia e caratterizzanti della napoletanità.

La commedia invita lo spettatore a riflettere, su quanto il mondo stia cambiando, e quanto l’integrazione di coloro i quali umilmente si spostano dal loro paese per sopravvivere a Napoli, sia fondamentale. Oserei dire che “Vieni a vivere a Napoli”, sembra essere anche una risposta ilare a chi invece vuole alzare muri e delineare confini.

Mondi diversi coesistono in questo racconto, delicato ed intelligente e leggero come l’animo all’uscita della sala dopo la visione.

Vieni a vivere a Napoli dal 23 Marzo al Cinema.

The Sun’s Smile

Raffaela Anastasio

 

 

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Visto per Voi – Il Tempo resterà

Programmato in sala il 21, il 22 ed il 23 marzo come evento speciale, il docu-film “Il Tempo resterà“.

A due anni di distanza dalla tragica scomparsa, Giorgio Verdelli porta in sala la musica i pensieri e la straordinaria melodia dell’artista partenopeo, Pino Daniele.

Un viaggio attraverso le parole, i ricordi, delle persone a lui vicine, Tullio De Piscopo, Tony Esposito, James Senese, Rino Zurzolo, Joe Amoruso, ancora Arbore, Ranieri, Bollani, Jovanotti…, in un montaggio non lineare, intervallato dalla voce di Claudio Amendola.

Un excursus di aneddoti, duetti e colonne sonore ( meraviglioso il video privato in cui Daniele e Troisi danno vita a Quando, colonna sonora di Pensavo fosse amore…invece era un calesse) che indicano come Pino abbia rivoluzionato i canoni tradizionali della canzone partenopea. Il suo Blues ha reso la lingua partenopea ” Universale”.

Gli odori, i sapori, il colori ed il calore di Napoli, nella sua musica che il tempo non cancellerà.

Ho seguito il film con l’emozione di una ragazzina al suo primo concerto. La mia Napoli nelle sue note, nella sua voce…una musica senza frontiere, ed il tempo non cancellerà il suo ricordo.

” Siamo noi che dobbiamo entrare nel tempo, noi poi ce ne andremo ma il Tempo Resterà”… Pino Daniele

Lui resterà!

The Sun’s smile

Raffaela Anastasio

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Tradizioni – Fratiell e Surell

Si narra in un tempo lontano, quando le stelle erano ancora visibili, che in una notte di dicembre il mare arrabbiato tentò di inghiottire dei pescatori.
Molti riuscirono a salvarsi tornando nel porto, uno solo rimase in balia delle onde. Il pescatore, sentendosi perso, affidò la sua vita nella mani della Madonna. Improvvisamente il pescatore fu abbagliato da una luce immensa e si ritrovò sulla spiaggia tramortito. Non appena riprese i sensi chiamò a raccolta tutti i suoi compagni: “Fratiell e surell a Maronn me salvat”, appicciamm o fuoc scalfammc e dicimm o rusarij” (Fratelli, sorelle, la Madonna mi ha salvato accendiamo il fuoco scaldiamoci e diciamo il rosario).
 
Da questa meravigliosa leggenda nasce una meravigliosa tradizione, tramandata di padre in figlio. La notte del 7 dicembre vengono accesi, in vari quartieri della mia città, i falò dell’Immacolata Concezione, per noi Stabiesi detti “fucaracchi”, accompagnati dalla voce di un uomo votivo che chiama a raccolta tutti i fedeli alla preghiera (proprio come il pescatore che aveva avuto salva la vita): “Fratiell e surell o nome ra maronn chest è a primma stella”.
Il rito inizia nella notte del 26 novembre fino ad arrivare alla dodicesima notte (12 notti quante le stelle sul capo della Madonna) quella appunto del 7 dicembre, alla fine della quale si suona, si festeggia e si ammirano i fuochi. In casa Anastasio si sentiva molto questa tradizione.
 
 
Tutto pronto, Presepe e Albero di Natale. La casa era un tripudio di lucine e profumi natalizi. Appuntamento annuale con struffoli, roccoco’, “pullc e monac” e mustacciuoli, dolci della tradizione natalizia napoletana. Il campanello suonava senza sosta e la casa si riempiva di “famiglia”. I maschietti in cucina a giocare a “tresette” e le donne in soggiorno a chiacchierare,  o meglio a fare “du’ n’ inciuc”, spettegolavano su questo o su quello.
Una voce radunava tutti però: “Jia pjamm a tombol” (su forza prendiamo la tombola).
 
Tutti vicini intorno al tavolo, iniziava la meticolosa scelta delle cartelle, eh già era fondamentale, c’erano quelle fortunate e quelle meno, almeno così dicevano.
Bottoni, placchettine di metallo, buccie di arancia, tutto sparso sul tavolo per coprire i numeri. Dopo aver sistemato le cartelle e raccolto i soldi distribuiti sui vari premi, (3 cartelle costavano rigorosamente 100 lire), ad iniziare il gioco con il cartellone era lui , l’inimitabile zio Ettore, che con il suo mignolo decorato con un anello d’oro a forma di serpente con un  diamantino come occhio, la catenina con un bel crocifisso per nulla modesto, (oggi un personaggio della serie “Gomorra”), iniziava ad estrarre i numeri dal cestello dopo averlo fatto roteare più e più volte. Il tutto era accompagnato da riti scaramantici, frasi improbabili e suoni discutibili.
Lo show aveva inizio.
Zio Ettore aveva la capacità di creare il panico per le risate, i numeri venivano declamati, raccontati, spesso detti anche in una lingua, che zio insisteva a chiamare inglese, ma vi garantisco non lo era affatto, era più stabiese mozzicato di un cane in corsa…spero di aver reso l’idea.
I numeri più attesi e più gettonati erano il 33 perché associato agli anni di Cristo, 55 la musica, 71 “o’ malament” dice la smorfia, un poco di buono, ma da noi rende di più con “Homme e merd”, ovviamente noi tutti indicavamo zio con quell’accezione. Era divertente.
Il numero invece, che scatenava l’ilarità in tutti noi era il numero 88. Questo numero per forma assomiglia ad una coppia di provoloni ed i provoloni sono associati al seno della donna.                                                                          La vittima consapevole del paragone del suo seno prosperoso con i provoloni era (è) zia Dina, che subiva le simpatiche angherie di zio Ettore quando l’88 veniva fuori dal cestino:
 
“Uè e billoc e stavat aspettann hann arrivat …zia Di, song e tuoij Signori e Signore i provoloni di zia Dina”…
(Eccoli li stavate aspettando, sono arrivati, zia Dina, sono i tuoi Signori e Signore i provoloni di zia Dina)
La casa era teatro naturale di commedie che venivano scritte in quell’arco di tempo determinato dall’attesa del passaggio di “fratiell e sorell”.
Tra un terno e l’altro, un caffè e l’altro, un sette e mezzo, un mercante in fiera, la voce di “fratiell e surell” piombava dentro casa, accompagnata da petardi e dall’orchestra. Infilati velocemente i cappotti, sciarpe e cappelli, si raggiungeva la voce votiva.
Una folla di fedeli al seguito, ”fratiell e surell” decantava l’ultima stella della Madonna”.
Ragazzini lanciavano petardi, l’orchestra era composta da pochi elementi tra i quali spiccava “O’ Zampugnar” che suonava brani natalizi. Era affascinante seguire quel gruppo di persone, che erano lì non come noi ragazzini per curiosità di vedere il mondo di notte, ma per devozione, per fede. Ognuna di quelle persone chiedeva qualcosa o aveva già ricevuto qualcosa e aveva trascorso 12 notti in quel percorso per ringraziare la Madonna.
Per noi il percorso era breve e durante il tragitto qualche falò schioppettava, emanava calore e luce.
 
 
Erano le 6 quando si tornava a casa, dopo aver assistito alla celebrazione della Santa Messa, con un occhio chiuso e l’altro aperto.
Quegli anni tutto ero diverso
tutto sapeva di buono
di famiglia.
 
 
 
 
 
 
Raf
Don’t forget to smile