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Funambole – Storie alla ricerca di equilibrio – Il Viaggio The end

Per qualche strana ragione apro gli occhi, e prendo il cellulare.
“Cazzo Ale sono le 2.45”.
“Scusa, che dici?”.
“Porca vacca siamo svenute ma non hai messo la sveglia?”
La sveglia del cellulare era stata impostata al giorno dopo.
Ale guarda l’orario sul cellulare, per più di una volta con un occhio mezzo chiuso, incredula.
“Cazzo”
“Ecco”.
Credo di aver vissuto la scena più esilarante di tutta la vacanza.
Valigia, vestito, scarpe, accessori, lava i denti, metti il mascara, soldi, carte di credito…cacchio i biglietti stampati, ok presi, chiavi del motorino, casco e via.
In 15 minuti siamo fuori, in altri 15 siamo al parcheggio del Pacha.
Ci guardiamo e senza un reale motivo iniziamo a ridere come due matte. Io non riesco più a fermarmi, ripenso ai 10 minuti di panico in camera, esilaranti.
Ma non è finita.
All’ingresso del locale 3 – 4 “omoni” di quelli tutti vestiti eleganti, con auricolare che controllano i biglietti.
“Ciao”, con il mio sorriso folle porgo i biglietti.
Il tipo mi guarda con una faccia incerta e mi dice in inglese che i biglietti non andavano bene. Il panico. Me li restituisce, e non capisco, insisto e gli chiedo di controllare di nuovo. Ale mi zittisce.
Raf non vanno bene perché hai preso i biglietti dell’aereo di rientro”.
“Ma no ma che dici?”
Purtroppo si ho preso i biglietti del volo di ritorno, ma per qualche strana ragione anche Ale ha preso la sua copia dei biglietti, quella giusta che aveva lasciato nel bauletto del motorino “per qualsiasi evenienza” aveva detto, per fortuna aggiungo ora.
Ritorniamo al motorino prendiamo i biglietti, io intanto riprendo a ridere, mi sembra di vivere un film di Fantozzi, poi finalmente riusciamo ad entrare.
Riusciamo a sistemarci sotto la consolle per ammirare Bob che suona attorniato da un gruppo di ballerine dell’animazione bellissime.
La musica è travolgente, migliaia di persone in delirio, qualche mostro qua e là ma innocuo. Il mio naso intercetta odori di ogni tipo, sudore, alchool, lime, fumo, che svaniscono con il getto di aria condizionata e di fumo spruzzato a tempo di musica. Una notte pazzesca.
Ale ed io balliamo come se non ci fosse domani, anche se è oggi domani, i nostri corpi a tempo di musica gettano via le tensioni, i muscoli si rilassano, il cuore è felice di pompare sangue per dare nuova energia alle nostre cellule dormienti.
Rientriamo alle 6 del mattino circa e parcheggiato il motorino chiedo ad Ale se le va di fare un giro in spiaggia. “Ovviamente si”.


Erano anni che non vedevo l’alba.

Tolti i tacchi, i piedi prendono contatto con la sabbia fresca, il silenzio accompagna i nostri respiri, ed il mare danza. L’aria è frizzantina. Qualche giovanotto ancora beve.
Il sole timido ci regala la sua presenza, senza fretta, c’è tempo, c’ è tutto il tempo.
“Quanto siamo piccoli, quanto siamo insignificanti”.
In un altro momento avrei detto, oddio che palle inizi con i massimi sistemi….
Invece no, questa volta ha pienamente ragione.
“Hai ragione, la natura riesce sempre a stupirci e noi non siamo nulla, ma ti rendi conto quanto tempo impieghiamo a rincorrere cose persone, e non ci fermiamo mai ad apprezzare quello che abbiamo”.
“O porca miseria che meraviglia”.
Il sole inizia a prendere possesso del cielo e Ale mi guarda e dice:” Grazie”!
Le sorrido.
“Tra qualche ora partiamo ti va di concludere come si deve questa vacanza?
“Vai”.
In un attimo siamo in acqua, il mare ci accoglie vestite. I respiri e le risate echeggiano nel silenzio di quel giorno appena nato.
Giorni pazzeschi, indimenticabili. Si rientra.
Non una parola…Christian sparito da ogni pensiero. Si inizia una nuova vita.

To be continued

Don’t forget to smile

Raf