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Patate sabbiose piccanti – Giuseppe Ruotolo Chef

Le patate sabbiose piccanti sono una sfiziosa alternativa alle classiche patate al forno.

Lo chef ci spiega come prepararle.

1 kg di Talentine

1 spicchio d’aglio

q.b. di rosmarino

q.b. di aromi

70 g di pangrattato

q.b. di olio extravergine di oliva

Lavate accuratamente le patate con acqua fredda corrente per eliminare i residui di terra e poi pelatele.

Una volta private della loro buccia le patate andranno risciacquate e poi tagliate a spicchi o a cubetti.

Prendete una ciotola ben capiente ed unite gli aromi , l’aglio, il peperoncino al pangrattato ed amalgamate il tutto. In un’altra ciotola aggiungete le patate e l’olio, ungetele bene tutte a seguire cospargetele con il pangrattato aromatizzato mescolando per bene, facendo in modo che ogni spicchio o ogni cubetto sia ricoperto dal pangrattato. Cuocere nel forno preriscaldato a 180 gradi per circa 40 minuti.

Per queste notti che trascorreremo in spiaggia con gli amici, le patate sabbiose possono essere, insieme ad una birra ghiacciata artigianale, un’ottima idea per intrattenersi in attesa delle stelle cadenti ed esprimere i nostri desideri.

Buon appetito!

Raffaela Anastasio

The Sun’ s Smile

 

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Le giornate del cinema Lucano – Speciale Masterclass John Landis

La seconda giornata del Festival a Maratea si svolge nella bellissima location dell’Hotel Santavenere in compagnia del mito del cinema Hollywoodiano John Landis. Una carriera fatta di tanti successi come : Animal House, nel 1978, con John Belushi. Due anni dopo si garantisce non solo la celebrità internazionale, ma un posto nella storia del cinema grazie a The Blues Brothers (1980), scritto insieme a Dan Aykroyd, protagonista del film accanto a Belushi. Nel cast compaiono leggende della musica come Ray Charles, Aretha Franklin, James Brown, Cab Calloway e John Lee Hooker, che danno vita, insieme ai due protagonisti, a quella che è considerata una delle più belle colonne sonore della storia del cinema., e poi Thriller, Una poltrona per due, Il principe cerca moglie e tanti altri. 

John cordiale e disponibile, racconta di essere stato un fattorino, di aver partecipato ad alcuni film in qualità di comparsa o stuntman in alcuni film Western, come ” Il mio nome è nessuno” prodotto da Sergio Leone, in cui si è divertito molto.

Poi con Animal House il successo. Ha capito che il suo era un buon film dal fatto che poteva andare in tintoria a ritirare gli abiti ed in libreria a comprare libri senza badare al costo.

Agli appassionati di cinema, e agli attori in erba dice che il mondo del cinema sta cambiando. Con l’avvento delle piattaforme come Netflix ed Amazon, che stanno rivoluzionando il modo di vedere film e di farne, tutto diventa più complicato, ma guardare un film al cinema non sarà mai come guardarlo a casa o dal computer o in giro su di un tablet. La sala cinematografica riserva sempre una qualità e delle emozioni che le piattaforme non trasferiscono. Con un biglietto di 8 euro in Italia possiamo accedere alla sala per un film che è costato milioni di dollari, con centinaia di ” operai” che vi hanno lavorato, spesso ci si dimentica anche di questo.

Del cinema italiano adora ” I soliti ignoti” film che non morirà mai, non ha visto nessuna serie italiana che ha avuto successo anche internazionale come Gomorra, e ama i fratelli Taviani. Con un sorriso ricorda che in Italia abbiamo una bellissima tradizione cinematografica e se avesse la possibilità farebbe un film nel nostro paese anche domani.

 

Raffaela Anastasio

The Sun’s Smile

 

 

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Le giornate del cinema Lucano 2018 – Day one

Il 24 luglio 2018 alle ore 21.00, nella meravigliosa cornice dell’Hotel Santavenere si è tenuta la Decima edizione delle  “Giornate del Cinema Lucano, Premio internazionale Basilicata”.

In una location tutta nuova immersa nel verde e nei profumi della città di Maratea, questa decima edizione ci preavvisa che sarà una tra le migliori di questi ultimi dieci anni.

Sul palco ad accogliere gli ospiti e ad intrattenere il pubblico numeroso, sono stati Beppe Convertini e Janet De Nardis, amici di vecchia data del Festival.

Molti ospiti si sono avvicendati sul nuovo e bellissimo palco del Festival, tra cui il mitico Paolo Rossi, campione del mondo 1982. Un’esplosione di emozioni il documentario in suo onore. Il campione ha raccontato di come non è stato facile realizzare il suo sogno, in quanto non fisicamente adatto per essere un calciatore, ma non ha mai mollato. Dopo la coppa del mondo e pallone d’oro la sua carriera calcistica termina a 30 anni, ma la passione per il calcio è immensa e si dedica ad altre attività collaterali, e ad un’altra sua grande passione l’arte ( una sua mostra sarà  in giro per l’Italia). Paolo Rossi lascia il palco con un premio a lui dedicato e ad attenderlo un caloroso gruppo di ragazzi e bambini emozionati.

 

Lo show continua con la presentazione di uno tra i produttori più amati e di maggior successo in Italia,  Marco Belardi. produttore di grandi registi come Paolo Virzì, ( La pazza gioia) Gabriele Muccino ( A casa tutti bene) Paolo Genovese ( Perfetti sconosciuti, The Place).  Marco Belardi racconta come un Film principalmente parta da una buona sceneggiatura, a seguire un buon regista e poi un buon cast di attori. Il modo in cui racconta l’iter per arrivare ad un buon prodotto finale sembra molto semplice, ma poi spiega che semplice non lo è affatto, occorre anche un po’ di intuizione. Alla domanda posta in merito ad i suoi progetti futuri, Marco inizia ad elencare una serie di nomi e di progetti …. in uscita l’8 novembre “Notti Magiche”di Paolo Virzì – marito di Micaela Ramazzotti – che ha cosceneggiato anche il prossimo film di Checco Zalone. Oltre al film della Archibugi, ha in sviluppo i prossimi film di Paolo Genovese, Paolo Virzì, Gabriele Muccino, la serie internazionale ”Colt” basata su un’idea di Sergio Leone, creata e diretta da Stefano Sollima, e il debutto in tv del Premio Oscar Giuseppe Tornatore con la serie tratta dal romanzo di Luigi Natoli ”I Beati Paoli”. 

Sotto le stelle del cielo marateota una nuova stella illumina il palco delle Giornate del cinema Lucano, Caterina Shulha. Giovane e brillante attrice, nel ruolo di una punk con il pancione nell’opera prima di Simone Spada, Hotel Gagarin. Un film girato in Armenia, in cui Caterina racconta di essersi molto divertita nonostante il freddo. 

Si conclude cosi’ la prima serata delle ” Giornate del cinema Lucano”, con l’attesa delle nuove sorprese che questa decima edizione ci riserverà.

 

Raffaela Anastasio

The Sun’s Smile

 

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Patate tornado – Giuseppe Ruotolo – Chef

La spirale di patate o patata tornado, è uno street food molto gettonato in questo periodo, davvero sfizioso e di grande impatto. Ma lo Chef Ruotolo ci spiega come gustarla anche a casa.

Vediamo insieme come prepararle.

 

Patate tornado

Ingredienti
4 Talentine di numero
2 cucchiai di burro, sciolto
¾ tazza di parmigiano
1 cucchiaino di aglio in polvere
1 cucchiaino di cumino
1 cucchiaino di paprika
1 cucchiaino di peperoncino in polvere

 

Preriscaldare il forno a 200 ° C
Prendi le patate e bucale con una forchetta, cuocile al microonde per 2-3 minuti.
Ungi uno spiedino di legno e inseriscilo lungo tutta la lunghezza della patata.
Tenere un coltello affilato e sottile ad angolo e tagliare la patata fino a toccare lo spiedino di legno. Inizia a ruotare la patata per tagliarne la lunghezza e formare una spirale.
Spennellala delicatamente con il burro fuso e cerca di aprirla finché non avrai uno spazio uniforme tra le fette che formano la spirale.
In una ciotola media, unisci gli altri ingredienti.
Con un cucchiaio versa la miscela secca su tutta la patata fino a quando non è completamente rivestita.
Appoggia le patate allo spiedo su una teglia in modo che gli spiedini sospendano la patata dal fondo della placca.
Cuocere per 25-30 minuti, o fino a quando ben rosolato.
Guarnire con parmigiano e prezzemolo aggiuntivi.
Lasciare raffreddare per 5 minuti.

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Le patate schiacciate e croccanti – Giuseppe Ruotolo – Chef

Un piatto in cui le mamme e le nonne napoletane sono delle vere maestre. 

Le patate al forno sono sicuramente il contorno preferito da adulti e bambini. Una specialità delle mamme e le nonne napoletane che le sanno fare cosi dorate e croccanti da renderle un contorno fisso nei pranzi domenicali in famiglia. Ma sapete quali sono tutti i trucchi e i segreti che fanno la differenza? 

Il nostro Chef Giuseppe Ruotolo ci spiega come prepararle.

 

 

 

Patate schiacciate e croccanti

Ingredienti
Talentine 1kg
2 spicchi d’aglio tritati
1 cucchiaino di rosmarino essiccato
1 cucchiaino di timo essiccato
Sale e pepe
2 cucchiai di olio d’oliva
prezzemolo per guarnire

Preriscaldare il forno a 200gradi.
Lessare le patate in acqua salata fino a quando saranno morbide e una forchetta può facilmente bucarla. Scolare e tamponare le patate a secco con un tovagliolo di carta.
Disporre le patate su una teglia da forno condirle con aglio, rosmarino, timo, sale, pepe e olio.
Prendere una forchetta e premere con attenzione su ogni patata fino a quando non sara’ appiattita ma avendo cura di lasciarla unita.
Spostare le patate su una teglia in modo che non si tocchino. Cuocere per 20-25 minuti, fino a quando le patate saranno croccanti e leggermente dorate. Guarnisci con prezzemolo se vuoi. Servire immediatamente

 

Buon appetito

The Sun’s Smile

 

 

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Rosti di patate – Giuseppe Ruotolo Chef

Oggi Il nostro Chef ci porta in Svizzera a scoprire un buonissimo piatto. I Rosti di patate.

Originariamente i contadini del canton Berna lo mangiavano per colazione; ora è diffuso in tutto il paese al punto da essere considerato uno dei piatti nazionali. Viene solitamente servito come contorno.

 

 

https://it.wikipedia.org/wiki/Rösti

Ora vediamo come si preparano i Rosti di patate.

 

 

Rosti di patate

Ingredienti
5/6 Talentine di numero
rosmarino fresco
sale e pepe q.b.
olio extra vergine d’oliva q.b.

Lavate le Talentine scegliete voi se pelarle poi grattugiatele con una grattugia a fori larghi direttamente su un canovaccio pulito.
Asciugatele leggermente e poi mettetele in una ciotolina e conditele con sale, pepe e rosmarino tagliuzzato.
Riscaldate una padella antiaderente con un cucchiaio di olio e formate i rosti ponendo i coppapasta internamente unti con l’olio sulla padella e riempendoli con due cucchiai di patate e poi pressando con il dorso del cucchiaio.
Dopo 2 minuti togliete i coppapasta e continuate a cuocere i rosti a fiamma medio-bassa finchè non saranno dorati per poi girarli con una spatola e ultimare la cottura dall’altro lato.
Asciugate i rosti su carta assorbente e serviteli con un buon dressing allo yogurt.
Se non avete i coppapasta prendete un po’ di patate con le mani, cercate di compattarle dandogli una forma piatta e poi cuocetele in padella come da ricetta, girandole per ultimare la cottura una volta ben dorate.
Per la cottura al forno, ponete i rosti su una teglia foderata con carta forno unta con olio. Cuocete in forno preriscaldato ventilato a 180°, per 15-20 minuti finchè non saranno ben dorati, girandoli a metà cottura e alzando la temperatura a 220° per dorarli ancora di più verso la fine.

 

 

Buon appetito

Raffaela Anastasio

The Sun’s Smile

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Visto per Voi – Sarto per Signora

Dal 9 al 27 maggio in scena al teatro della Cometa ” Sarto per Signora”.

 

La commedia brillante scritta da Georges Feydeau nel 1886 e’ attualmente in scena al Teatro della Cometa rivisitata dal genio creativo del regista Marco Zadra.

I tre atti, con velocissimi cambi di scenografia, scorrono amabilmente tra ironia, scambi di identita’, equivoci, bugie e tentativi di tradimento, il tutto sapientemente dosato con ritmo serrato, umorismo ed esilaranti gags che lo rendono uno spettacolo frizzante nel prefetto stile Zadra.

Divertente ed adatto ad un pubblico di tutte le età. Le bellissime scenografie ed I meravigliosi costumi fanno da cornice a questo imperdibile spettacolo che chiude una stagione teatrale ricca di successi con quasi tutte le sarete sold-out per il regista molto amato ed apprezzato dal pubblico romano.


Nel cast oltre a Marco Zadra tra gli altri recitano magistralmente Francesca Milani, Francesca Baragli, Daniele Trombetti, Raffaela Anastasio e Alessandro Frittella, Christian Galizia, ben noti al pubblico.
Sarto per Signora e’ uno spettacolo delicato, garbato e raffinato , sicuramente da non perdere.

 

F. F.

per

The Sun’s Smile

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Pasta, patate e provola – Giuseppe Ruotolo – Chef

Oggi il nostro Chef Giuseppe Ruotolo ci aiuta a preparare la pasta e patate con provola, uno tra i principali piatti della tradizione culinaria partenopea.

Questa pietanza dalle origini umili e povere si è diffusa nel Regno di Napoli nel XVII secolo. In questo periodo le patate ed i pomodori, essendo prodotti poco costosi, erano gli ingredienti prediletti dalle massaie che li utilizzavano nelle loro ricette semplici e nutrienti: tra queste c’era la pasta e patate. Questa pietanza, infatti, nascendo dall’unione di due carboidrati era ottima sia per suo il potere saziante che per la sua bontà. Anticamente, in questo piatto veniva usata la scorza di parmigiano per recuperare gli avanzi di alcuni alimenti. Oggi le varianti della pasta e patate sono molte ma la versione tradizionale vuole che sia preparata con la pasta mista (un tempo si mettevano insieme gli avanzi dei diversi formati di pasta disponibili in casa) e non deve essere assolutamente brodosa: deve essere “azzeccata” (come dicono i napoletani).

http://www.napolitoday.it/cucina/pasta-e-patate-ricetta-tradizionale.html

Alcune trattorie popolari di Napoli, per attestare l’originalità della ricetta della pietanza, ancora oggi fanno la prova del piatto rovesciato: i camerieri rovesciano il piatto di pasta e patate e se questa non si stacca dal piatto finendo a terra allora è realmente doc! Oggi, la ricetta tradizionale è stata comunque rivisitata: c’è chi la prepara “in bianco” senza pomodori e senza aggiungere di altri ingredienti, c’è chi, invece, aggiunge la provola.

Ora è il momento di gustarla ecco la ricetta dello Chef.

 

Pasta, patate e provola

Ingredienti per 4 persone
320 g di pasta mista corta di Gragnano trafilata a bronzo
800 g Talentine
40 g di EVO
200 g di provola
100 g di pancetta
sei pomodorini del piennolo solo per dare colore
tre foglie di basilico
una costa di sedano
una cipolla bianca
uno spicchio di aglio
parmigiano reggiano q.b.
pepe nero q.b.
sale q.b.

Soffriggere in una pentola piuttosto profonda ed in olio EVO la cipolla tagliata finemente con il sedano e l’aglio tritato. Far imbiondire avendo cura di non bruciare la cipolla, aggiungere le patate precedentemente tagliate a tocchetti, non troppo grandi ma neanche troppo piccoli perché non perdano di consistenza.
Aggiungere la pancetta tagliata a sua volta a tocchetti. Far cuocere per qualche minuto facendo attenzione che non si attacchi nulla al fondo della pentola. A metà cottura delle patate aggiungere i pomodorini tagliati a pezzi che serviranno solo per dare un po’ di colore al piatto, sale, pepe e continuare la cottura mescolando.
Aggiungere le foglie di basilico spezzettate. Quando le patate saranno cotte aggiungere l’acqua per la cottura della pasta. Sarà opportuno versarne un piccolo quantitativo, aggiungendone altra se e’ il caso. Portare ad ebollizione ed aggiungere, ove necessario, un altro po’ di sale. Buttare la pasta e portare a cottura sempre mescolando. Spegnere il fuoco quando la pasta e’ ancora al dente, aggiungere la provola tagliata a tocchetti e mescolare fino a che sarà sciolta. Aggiungere il parmigiano e servire irrorando con un filo di EVO.

Buon Appetito!

Raffaela Anastasio

The Sun’s Smile

 

 

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Gli Gnocchi di patate – Giuseppe Ruotolo Chef

 

Chi non ha mai mangiato gli gnocchi almeno una volta nella vita?

Devo dire che gli gnocchi alla sorrentina è uno dei miei piatti preferiti

 

Gli gnocchi sono uno dei piatti più conosciuti al mondo, preparati in tutte le regioni d’Italia, non solo quelle meridionali. Sono davvero molto semplici da preparare in casa e si adattano facilmente ad ogni tipo di condimento, a seconda dei gusti. Ci sono diverse varianti: quelli con la farina di frumento, di riso, di semola, con le patate, il pane secco, il semolino, con la farina di mais e persino con la zucca!

http://www.vesuviolive.it/cultura-napoletana/48103-storia-ed-origini-degli-gnocchi-patate/

I più conosciuti e apprezzati però sono senza dubbio quelli di patate. Hanno origini molto antiche, che risalgono al XVI secolo, periodo in cui ebbe inizio l’importazione delle patate dall’America. Ai sorrentini si deve l’invenzione di questa gustosa ricetta che oggi delizia il palato di mezza Italia e non solo!

Presso la corte sforzesca, in occasione dei banchetti di nozze e/o dei festeggiamenti per le vittorie militari, erano conosciuti sotto il nome di “zanzarelli”. La preparazione era abbastanza diversa da quella odierna: si usava la mollica di pane, le mandorle tritate, il latte ed il cacio lodigiano. Spesso, all’impasto, venivano aggiunti spinaci in modo da cambiarne il colore ed il sapore ed in questo modo il brodo in cui venivano cotti diventava dorato. Tutto ciò era simbolo di ricchezza della casa.
Nel Seicento erano chiamati “malfatti”: la ricetta prevedeva l’utilizzo dell’acqua, delle uova e della farina invece delle mandorle e del pane.
A Roma, secondo la tradizione, venivano cucinati di giovedì: un detto popolare diceva così: “Giovedì gnocchi, Venerdi pesce (o anche “ceci e baccalà”), Sabato Trippa”. Al Sud invece, soprattutto in Campania, venivano preparati di domenica. Dal 1880 in poi quasi tutte le varianti degli gnocchi scomparvero, ad accezione di quelli di patate, che venivano preparati in tutte le regioni d’Italia.

Ma adesso vediamo come prepararli.

Buon appetito!

 

Gnocchi di patate

Ingredienti
1 kg Talentina
300 gr di farina
1 uovo

Portate a bollore con abbondate acqua fredda le e patate con la buccia. Quando risulteranno morbide alla prova forchetta, scolatele, pelatele e schiacciatele, aggiungete al centro il sale, l’uovo ben sbattuto e la farina.
Gli gnocchi di patate vanno impastati pochissimo, giusto il tempo di assemblaggio degli ingredienti, possibilmente quando le patate sono ancora tiepide, non bollenti, il calore favorisce l’assemblaggio. Formate quindi rapidamente una palla e assolutamente non aggiungete farina!
Tagliate un pezzo di impasto, realizzate dei filoncini dello spessore di un mignolo senza aggiungere farina, nel caso dovesse attaccare, spolveratevi solo le mani. Affettate il filoncino ogni 2 cm, in modo da ottenere dei piccoli cilindri, servitevi quindi di un arriccia gnocchi precedentemente infarinato nelle fessure. Fate scivolare il vostro gnocchetto sulla parte interna dell’attrezzo pressando leggermente con il dito indice (in mancanza dell’arriccia gnocchi potete utilizzare una forchetta), lasciate riposare all’aria per circa 20 -30 minuti. La cottura va fatta in una pentola grande e spaziosa con abbondate acqua e sale grosso, sono pronti quando salgono completamente in superficie.

Scolateli con un mestolo forato inserendoli man mano direttamente nella padella dove avete precedentemente preparato il condimento. Evitate di scolarli nello scolapasta, rischiereste di ammassarli rovinandone la forma. Mantecateli a fiamma alta per qualche minuto ancora e servite ben caldi.

 

 

The Sun’s Smile

Raffaela Anastasio

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Le ricette di Giuseppe Ruotolo Chef – I crocchè di patate

Secondo alcuni storici, i “panzarotti” deriverebbero dalle “croquettes di patate”, un piatto nobile della Francia angioina dell’XVIII secolo. I napoletani lo avrebbero, poi, trasformato in un cibo da gustare in strada e venduto nel “cuoppo fritto”. ( un cono di carta con all’interno un misto di frittura).

Oggi si gustano durante gli aperitivi accompagnati da un buon bicchiere di vino meglio se un rosso frizzante Gragnano “Nobiltà” dell’azienda vinicola Del Sannio.

A Napoli sono chiamanti anche “panzarotti”, forse per via della loro forma panciuta: ricordano, infatti, una “panza” morbida e tonda.

Le origini di questa polpetta fritta realizzata con patate e uovo dividono gli storici ancora oggi. C’è chi sostiene che i crocchè abbiano un’origine francese, come può far intuire il nome: deriverebbero dalle croquettes di patate della Francia angioina dell’XVIII secolo, un piatto particolarmente apprezzato dal re e dalla sua corte. Le prime ricette scritte risalirebbero, infatti, a un trattato del 1798, “Il Trattato delle patate ad uso di cibo” di Antoine Augusten Parmentier, nutrizionista alla corte del re Luigi XVI. Nel trattato si voleva rivalorizzare l’uso del tubero, allora considerato un cibo estremamente povero da dare in pasto ad animali o da mangiare in periodo di carestia. A confermare questa tesi sarebbero altre ricette d’oltralpe lasciate in eredità dagli Angioini alla cucina napoletana: tra queste ricordiamo il gateau di patate francese, argomento della ricetta pubblicata la scorsa settimana.

Secondo altre fonti, invece, il crocchè di patate sarebbe stato portato a Napoli dai conquistatori spagnoli, e avrebbe come antenato la “croquetas de jambon”. La ricetta spagnola sarebbe stata, poi, negli anni rivisitata dalle famiglie più umili napoletane che avrebbero sostituito alcuni ingredienti presenti nella ricetta originaria (il latte, il prosciutto e le uova) con le patate, il sale, il pepe e il prezzemolo. Tutti gli altri ingredienti quali uova, parmigiano per amalgamare, pan grattato per impanare e fior di latte per farcire, sarebbero stati aggiunti solo successivamente.
Che sia vera la prima o la seconda tesi non c’è dato sapere. Ma una cosa è certa: i crocchè sono di nobili origini, gustasti dal re e dalla sua corte seduti comodamente a tavola. I napoletani hanno, poi, trasformato questo cibo in uno stuzzichino sfizioso da mangiare passeggiando per strada, insieme ad altri fritti, all’interno del famoso “cuoppo fritto”, emblema dello street food partenopeo.

Il “panzerottaro” attirava l’attenzione dei passanti gridando “Fa marenna, fa marenna! Te ne magne ciento dint’ ‘a nu sciuscio ‘e viento” (“Fai merenda, fai merenda! Te ne mangi cento in un soffio di vento”). Tutt’oggi è possibile gustarli nelle friggitorie che affollano il centro storico della città.

(fonte per tradizioni storiche http://www.napolitoday.it/cucina/crocche-di-patate-ricetta-storia.html)

E’ ora di imparare come si prepara una buona crocchetta di patate, un buon panzerotto napoletano con le indicazioni del nostro Chef

Crocche’ di patate

Ingredienti

1 kg Talentine
2 Uova Intere
2 Albumi
100 g Mozzarella (asciutta)
q.b. Prezzemolo
2 cucchiai Pecorino
2 cucchiai Parmigiano Reggiano
q.b. Sale
q.b. Pepe
q.b. Pangrattato
q.b. Farina
q.b. Olio Di Semi Di Arachide

Procedimento

Lessate le patate con tutta la buccia, scolatele, sbucciatele e schiacciatele in una ciotola capiente con uno schiacciapatate. Lasciate raffreddare.
Condite le patate con il sale, il pepe, il prezzemolo tritato e il formaggio grattugiato. Unite due uova e amalgamare il tutto fino ad ottenere un composto morbido e senza grumi. Tagliate la mozzarella a listarelle e tenetela da parte (la mozzarella deve essere asciutta, quindi se utilizzare mozzarella fresca, fate sgocciolare tutto il latte).
Prelevate dell’impasto e sistematelo nel palmo di una mano, formando un incavo nel mezzo. Farcite con la mozzarella e chiudete il crocchè aiutandovi con l’altro mano, fino a formare un cilindro.
Prendete tre piatti fondi, in uno sbattete gli albumi, in un altro mettete la farina e nell’ultimo il pangrattato. Passate ogni crocchè prima nella farina, poi nell’albume ed infine nel pangrattato.
Sistemateli in un vassoio e riponeteli in frigo per circa 2-3 ore.
A questo punto si può procedere alla cottura. L’olio deve essere bollente, circa 160° ed è preferibile friggere pochi pezzi alla volta per evitare che la temperatura dell’olio si abbassi troppo. Friggete i crocchè fino a quando non saranno belli dorati. Scolateli e disponeteli sulla carta assorbente per eliminare l’olio in eccesso. Condite con un pizzico di sale e serviteli ben caldi.

 

Le Talentine

in vendita in tutti i Conad

 

Buon appetito