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Regina di cuori – Il poker Ultima parte

La sera del giorno seguente Regina è puntuale con la pizza margherita bollente, bussa alla porta di Don Gennarino, che apre con la solita sigaretta tra le labbra. “Uè tras” (entra).

Dopo aver mangiato un pezzo di pizza e aver ricordato insieme la nonna di Regina, Don Gennaro si dirige nel saloncino e fa cenno a Regina di seguirlo.

Don Gennaro si china, apre degli scaffali sotto la cristalliera, prende una scatola marrone con sopra i simboli delle carte, cuori quadri fiori picche, poggiandola poi sul tavolo. Solleva i ganci che tengono la scatola chiusa e scopre il contenuto. Regina rimane estasiata. La scatola contiene non solo le carte ma anche delle fiches colorate lucide…Regina è totalmente in trance.

Don Gennaro: “Reginella mia chiudi la bocca che entrano le mosche” e sorride.

Prima cosa devi imparare tutte le carte, i simboli, i valori, poi piano piano con l’esercizio ti insegno i vari punteggi… colore, tris, scala, scala bilaterale, reale, insomma…tutt sta robb…sei pronta?

“Si si” risponde lei timidamente.

Don Gennaro:”Lo faccio per tua nonna, promettimi una cosa che questo gioco per te resterà sempre e solo un gioco, non mi far pentire…. e poi mi devi dire perché e pijat sta capat?” (perché ti sei incaponita per questo gioco?).

Reginella lo guarda negli occhi spiegandogli dell’orologio della nonna e del disegno inciso sul retro : “Vedete ho una sensazione, non vi so spiegare, come se questo fosse il mio cammino, una strada tracciata per me da qualcuno”.

Don Gennaro: “Piccirè dimmi una cosa, ma tu ti droghi, ti pigli quelle pasticche che vendono questi scimmanati qui fuori, ti fumi qualcosa, no perché sta robb t fa mal…se ne parte il cervello”.

Regina: “Don Gennarì ma che dite, sono strana ma non sono scema!”.

Don Gennaro: “Meglio cosi’ cominciamo”.

I due iniziano la lezione, Don Gennaro non sa che Regina ha studiato tanto su quel gioco, quindi apprende subito le figure, i colori , i punteggi. i giorni passano, cartoni di pizza si accumulano, posacenere pieni di sigarette, e Regina acquisisce tutte le informazioni di cui ha bisogno per iniziare finalmente a giocare.

Trascorrono settimane.

Regina:Don Gennarino stasera vi ho portato la pizza fritta con salsiccia e friarielli per cambiare”.

Don Gennaro:”Bella Reginella mia, e oggi ti faccio giocare sei contenta?”.

L’anziano signore ha organizzato una partita di poker con altri 3 anziani amici, conosciuti anche da Regina, che la salutano dal tavolo.

Per l’occasione Don Gennaro ha tirato fuori il vecchio copritavolo verde.

 Sul tavolo le carte, i posacenere, ma niente soldi, solo lenticchie fagioli e ceci, ad ognuno un valore economico differente.

Regina è emozionata, non vede l’ora di iniziare. Don Gennaro le fa da tutor.

Regina non riesce a piazzare un punto, i suoi avversari sono dei vecchi astuti. Perde per tre mani consecutive, ma impara….impara…, a ricordare le carte, e osserva, i gesti, i tic, ascolta i respiri, i silenzi… 

Don Gennaro chiama l’ultima mano è ormai passata mezzanotte… le carte scivolano sul tappeto verde… il primo “cip” segue un “vedo” il piatto si riempie di legumi…due passano, rimangono in gara Regina e Pasqualino (uno dei tre amici anziani)

“Ja piccire shij sti cart” (dai piccola scopri queste carte) dice Pasqualino con aria beffarda. Don Gennaro intano rientra dal bagno, e assiste alla scena senza proferire parola.

“Scala” dice fiera Regina. Pasqualino rimane a bocca aperta il suo punto anche se buono è nullo a confronto.

“Don Gennaro, è salita la Regina di cuori…”

Lui sorride compiaciuto.

Seguono altre gare, altri tornei amichevoli, passano notti, e feste natalizie, regina seduta a quel tavolo verde. Regina vuole allenarsi, il gioco è diventato la sua passione più grande… Durante il lavoro tra una lettura e l’altra, gioca e si tiene in allenamento con un’applicazione scaricata sul telefonino.

E’ di nuovo febbraio, il Festival di Sanremo la distoglie dalle sue carte. Si siede sul divano in compagnia della famiglia, un nuovo presentatore due nuove vallette scendono quelle scale di plexiglass, trasparenti, con abiti da principesse. Sono eleganti, delicate, di classe. Allora Regina come era solita fare con la nonna si alza prende la scopa, sulle spalle il plaid blu di pail..

Imita la voce del presentatore: “Per questa nuova edizione del festival mi affiancherà una dolce presenza napoletana, ecco a voi Regina Esposito”….

 Sottovoce… applausi applausi pubblico in delirio..

Regina con fare maestoso muove il plaid e finge di scendere le scale, volgendo lo sguardo a destra e a sinistra come aveva visto fare da altre, poi finge di dare la mano al presentatore e dice:”Buonasera, grazie a tutti per l’accoglienza per me è un onore essere qui su questo palco al tuo fianco, quest’anno avete scelto un’altra straniera”.

imita di nuovo la voce del presentatore: “Ma no Regina, tu non sei straniera cosa dici!”.

“Caro, come no, sono di Napoli, qui in Italia come va tutto bene?”.

La famiglia ride a crepapelle e la sorellina più piccola applaude… e poi silenzio per l’inizio della canzone e l’avvio della consueta registrazione.Tutto scorre… qualcuno ha detto:

“La vita è come una scatola di cioccolatini, non sai mai quello che ti capita”.

To Be continued

Don’t forget to smile

Raf

 

 

 

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